Human Rights AIAPI – UNESCO, a cura di Roberto Ronca

BIAS III Biennale di Arte Contemporanea Sacra, BIAS INSTITUTE – Fondazione Donà dalle Rose - WHIS World International Sicilian Heriatage

Infinity Doorway

In un noto romanzo di Italo Calvino, Marco Polo descrive al sultano le meraviglie del suo viaggiare: città ideali con nomi femminili di derivazione classica, città fatte di cupole e di archi, città opulente, città concentriche, città simboliche. L’opera in concorso racconta proprio come in ogni viaggio, esteriore o interiore che sia, esista sempre un cancello da lasciarsi alle spalle e un portale misterioso da varcare per scoprire quelle città sconosciute, popolate di incontri inaspettati e di inattese emozioni, traversate da strade condivise con compagni, fedeli o occasionali, in cammino sul sentiero dello stesso peregrinare.

Friendship, Mostra e Premio d’arte internazionale, Roma Ambasciata della Repubblica araba d’Egitto (a cura di MF Eventi e Arte Borgo Gallery), luglio 2017

Blue Sound

Come afferma l’astrofisico Stephen Hawkins ‘Nel caso di tutto l’Universo si può dimostrare che l’energia negativa gravitazionale annulli esattamente l’energia positiva: quindi l’energia totale dell’Universo è pari a zero’.

Le spazialità circolari senza inizio né fine, oggetto della mia attuale ricerca pittorica, si configurano anche come luoghi del pensiero umano, recessi mentali che si misurano con un metro psichico, il metro delle aspettative, delle sfide e delle libere associazioni.

Una sorta di terra emersa, questa, vista dallo spazio, ma anche un luogo senza tempo circondato dalle acque di un fossato immaginario denso di fluida consapevolezza.

Men in the space, Indipendent Artists, Busto Garofalo (Milano), maggio – giugno 2017

Lo Spirito della Materia

Se il colore è la forma della materia, potremmo ben dire che molto spesso è la materia ad essere l’interpretazione privilegiata del colore, e questo accade anche nelle opere di Francesca R. Mainieri dove il colore prende forma e interpreta. Dove il colore che abbraccia se stesso e l’universo, si fa materia cromatica e si unisce ad un segno, che nella infinita circolarità del “suo” Ensò diviene simbolo prezioso di libertà e di profonda cultura spirituale. Numerosi sono ormai i riconoscimenti a livello nazionale e non solo che gratificano da anni e a giusta ragione la sua personale cifra pittorica. Ultimi successi in ordine di tempo, le sue partecipazioni ad importanti rassegne come Percorsi presso le Sale del Bramante di Roma e Art Sensations, prima edizione, presso gli spazi espositivi di Arte Borgo Gallery.

Nicolina Bianchi, in “Segni d’Arte”, Rivista quadrimestrale, a. XXII, n. 1-2, 2017, p.34.

Gold Ensō – Silver Ensō

La forma circolare rappresenta il puro spazio senza limiti, la rappresentazione universale di ciò che non è manifesto, dell’eterno ritorno e dell’autorigenerazione. Lo Spirito si muove in cerchio afferma infatti un pensiero cinese.

L’Ensō giapponese – metafora dello Zen assoluto ed espressione suprema del concetto di infinito – rivive nei dipinti presentati in questa mostra come simbolo che esprime contemporaneamente il vuoto e il pieno, il visibile e l’ineffabile.

L’archetipo geometrico del cerchio è una non-figura che rivela nella realizzazione l’autenticità di chi lo traccia, il vero volto.

Il metodo pittorico integra tecniche antiche e moderne, al servizio di una ricerca fra contemporaneità e misura classica.

Art Sensations, Arte Borgo Gallery, Roma, maggio 2017

Two Sounds

Pittrice astratta di formazione rigorosamente classica. Dopo un esordio in cui rivisita in chiave moderna la concezione centrica della spazialità rinascimentale, Mainieri viene nel tempo catturata dall’estetica orientale, fondata su sottili e raffinati criteri formali di rigore e di sintesi.

Dal tentativo di disciplinare contemporaneamente mente e gesto nascono le recenti opere dell’artista che portano titolo Sound, le quali rappresentano la volontà, nell’istante del fare pittorico, di porsi in un’attitudine ricettiva nello sforzo di vibrare all’unisono con il flusso di energia cosmica. Tutto l’universo è energia che vibra a diverse frequenze. Il Suono diventa dunque un riflesso, una vibrazione su cui sintonizzarsi con consapevolezza e nitidezza psichiche.

Percorsi fra visione e realtà, Roma, Sale del Bramante (a cura di Arte Borgo Gallery) , aprile 2017

Black Tao – White Tao

Storica dell’arte e restauratrice, dopo una lunga carriera istituzionale a contatto diretto con l’opera d’arte, dal 2007 Mainieri si confronta in prima persona con il panorama della pittura astratta internazionale. L’artista romana realizza campiture di un’espressività fortemente cromatica, nelle quali riaffiorano suggestioni della consunta materia pittorica e della corrosione delle patine metalliche.

Dopo un esordio in cui rivisita in chiave contemporanea la concenzione centrica della prospettiva occidentale, Mainieri approda a forme rotonde, manifestazione di uno spazio cosmico di valenza universale.

Una pittura astratta di matrice minimalista, senza distrazioni, la quale rievoca espressioni figurative proprie della cultura orientale e richiama al raccoglimento interiore, creando le condizioni per la concentrazione e la percezione del significato intimo dell’esistenza.

L’astrattezza della sfera, rielaborazione del simbolo del Tao, si manifesta in questi dipinti come una gigantesca luna su un volume vuoto costruito di luce. La forma circolare sottolinea uno spazio dell’anima caratterizzato dalla nullità, il vuoto che è anche il pieno, un vacvvm silente in cui riflettersi e ritrovarsi. La recente opera pittorica dell’artista pone l’osservatore di fronte ad uno specchio immaginifico - un tempio fuori dal tempo e dallo spazio - per indurlo a ricercare se stesso “ascoltando” la sacralità del “silenzio”.

Arte Borgo Gallery, Rome, December 2016

Declinazione colore

Esponente dell’astrazione geometrica, Francesca Romana Mainieri esordisce nella scena artistica nazionale e all’estero nel 2007.

In questa occasione presenta una produzione incentrata su superfici essenzialmente monocromatiche: le “Pareti”, pannelli smontabili, modulari, in cui la dimensione delle opere si fa importante e la sua ricerca approda a soluzioni informali.

Superata la fase più materica, quando arricchiva il processo pittorico di “oggetti” quali carte increspate, veline, foglie d’oro e anche tessuti e stratificava sulle sue tele rugosità, striature e spessori, Mainieri, sapiente esecutrice di tecniche antiche, affida ormai a esse il compito di veicolare la sua esigenza di colore, esigenza che, alla base della sua pittura, è scelta per necessità interiore. L’artista è consapevole che si possano esprimere strati profondi della persona, sia corporei che psicologici, attraverso vibrazioni cromatiche.

Mainieri tuttavia va oltre il tema del coinvolgimento estetico ottenuto con un solo colore, come accadeva nella scena artistica degli anni ’50, perché nei suoi “monocromi” ottiene una percepibile varietà di gradazioni grazie ad una pittura che rielabora le finiture alla fiamminga. Opera, in sostanza, più passaggi che si traducono in velature successive di vernici pigmentate e ottiene così il risultato di mostrare effetti smaltati non disdegnando i più comuni e moderni acrilici, insieme ad argille,polveri e olii.

Nonostante si distingua per una formazione e una cultura assolutamente classica e occidentale, l’artista romana scopre di prediligere il pensiero giapponese nelle sue articolazioni di essenzialità ed eleganza minimalista.

Ma le sue tele si percorrono e si penetrano, perché su di esse ritorna lo sguardo ogniqualvolta la visione passa da un pannello all’altro di ogni singola opera, affiancati quindi nella modulazione senza soluzione di continuità, pur se godibili singolarmente nelle loro molteplici varietà espressive.

La sua è un’idea di colore dirompente e intensa, ma mai brusca

Si può notare che, in tal senso, l’artista faccia sua l’affermazione di Josef Albers, secondo cui “un colore non è mai percepito in quanto tale da un punto di vista fisico, per questa ragione è il mezzo più soggettivo nell’arte”.

E, attraverso le declinazioni del colore, Mainieri mostra se stessa e le emozioni che la animano, senza reticenze.

Simonetta Milazzo, Roma 2012

 

 

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